Google Ads: le parole chiave inverse

Escludere alcune keywords dalle campagne per non sprecare budget e migliorare le performances.

L'importanza delle parole chiave

Sappiamo bene che Google Ads (il fu Google AdWords) si basa sulle keywords, ovvero sulle parole chiave che, una volta attivate dalle ricerche degli utenti, consentono alle aziende di mostrare il proprio annuncio pubblicitario nelle prime posizioni della prima pagina di Google.

In seguito, solamente se l'utente cliccherà sull'annuncio (atterrando quindi sul sito), Google addebiterà un costo (costo-per-click) sull'account pubblicitario dell'azienda.

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Fino a qui non ci sono problemi, ma cosa succede se un utente che sta cercando su Google "camion con gru" legge un annuncio pubblicitario di un'azienda che vende autogru usate? Probabilmente, a causa del titolo dell'annuncio pubblicitario poco chiaro o per semplice curiosità, l'utente cliccherà ugualmente sull'annuncio, per poi scoprire visitando il sito che l'azienda non offre quello che stava cercando.

Per l'utente si tratterà solo di una banale perdita di tempo, ma per l'azienda questo comporterà aver investito su un click di un utente che, in realtà, non era interessato al proprio prodotto/servizio.

 

L'efficacia delle parole chiave escluse

 

Il metodo per ovviare a questo spiacevole inconveniente fortunatamente c'è e consiste nell'inserire all'interno della campagna alcune "parole chiave escluse", conosciute anche come "parole chiave a corrispondenza inversa", ovvero alcune keywords che, invece di attivare, bloccano la pubblicazione degli annunci e di conseguenza consentono di non spendere inutilmente budget.

Nell'esempio citato in precedenza se avessimo inserito nell'elenco delle parole chiave escluse il termine "camion" l'annuncio non sarebbe apparso e così avremmo risparmiato budget, il quale sarebbe stato quindi utilizzato per le ricerche più pertinenti e con maggior possibilità di arrivare alla conversione finale.

Come muoversi allora? La strategia migliore è quella di inserire fin da subito una lista di parole chiave escluse nella campagna, sfruttando al massimo lo "strumento delle parole chiave di Google" e successivamente ottimizzare costantemente la campagna filtrando i termini di ricerca, per individuare nuove parole che dovrebbero essere escluse.

Troppo difficile? Troppo noioso? Troppo complesso da gestire? Affidarsi a un'agenzia professionale è sicuramente il miglior modo di superare questi ostacoli, per essere sicuri che il lavoro venga svolto al meglio e che tutto il budget pubblicitario di Google Ads venga investito nella maniera corretta.

 

Daniele Tomat

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